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Prima News
Benvenuti nel laboratorio di Frankenstein. In questo sito troverete libri e film del passato della Trilogia.Ma si sta, soprattutto, aggiungendo
Libri
La Fine del Mondo (2020)
o L’Umana Tragedia (Versione Integrale)
Un regista vuol fare un film su Faber Sapiens, sovrano di un regno che dominerà la nostra terra fra duemila anni. Le scandalose ed oscene scelte del Re hanno portato gli uomini del nuovo mondo ad ammalarsi di nevrosi e psicosi analoghe a quelle da casi psichiatrici della nostra epoca. Una misteriosa Bambina a capo del nuovo ordine svelerà una verità segreta e sconosciuta agli uomini da due millenni, racconterà la cruda storia di quei secoli donando conoscenza e sapienza «finale» per il film della nuova epoca, che condurrà alla nuova rivoluzione.
Con La fine del mondo o l’umana tragedia, Demis Sobrini «conclude» la sua Trilogia, mostrando, con sapienza e profondità poetica, unite alla filosofia di un racconto mitologico assai crudo e scandaloso, per tratti osceni di verità sessuale e perversione senza limiti, i motivi che muovono le scelte di Amore degli uomini e delle civiltà, nelle ere personali e collettive. Faber Sapiens, il protagonista di questo ultimo capitolo, nel 1948 d.s. (dopo il suo dio), compie la scelta scandalosa di Amore per la Morte, donando divisione e dolore al suo mondo. Ora i lati chiari e oscuri, non più uniti come nei Primi giorni della comunità, pre-occupano gli uomini che amano la morte nei Secondi della nuova civiltà. L’esercizio del ruolo, dell’avere, della proprietà privata, la discriminazione per merito e per gusto, il piacere e il desiderio sessuale, hanno il loro rovescio nel dolore per la mancanza cronica, nell’impossibilità di appagare bisogni necessari e superflui creati, nelle ombre rimosse per risultare accettabili nel quotidiano che riaffiorano nella vita in forme nevrotiche, paralizzando ed ammalando tutto un regno e tutti gli individui. Una civiltà perversa analoga alla nostra contemporanea, in cerca o in inevitabile scelta disperata, per caso o necessità, di prossima Fine, di bellezza, di sapienza alta e profonda, di unità, di vera eternità, per «La fine del mondo».
film
Il Terzo Giorno (2013)
In forma di racconto mitologico ed allegorico, il film mette in crisi e ristruttura radicalmente la percezione di molti elementi che determinano la vita dell’uomo e della nostra civiltà contemporanea, unitamente e metaforicamente a quelli scenici ed artistici. Arte Vita.
Disorientato fra vera o apparente democrazia, libertà, pace, in una società divisa ed insensibile, dei “secondi giorni”, dei giorni piani della prosa, il protagonista del lungometraggio, Sileno, in un’ambientazione onirica da futuro prossimo, (2048), sconfina il suo ruolo di marionetta attore al servizio di pubblico e potere. Egli si fa scoprire da un maestro, Nietzsche, come possibile eletto che potrà portare il nuovo ordine artistico e di vita: sconfinare la pianura e la ripetizione indifferente sarà la sua missione, per raggiungere un nuovo giorno, il Terzo, di spessore, alto profondo, dove tutti potranno raggiungere una presenza autentica e diretta di sé stessi nel mondo, dove tutti potranno essere protagonisti, attori, di un’opera d’arte d’esistenza, viva! Sileno accetta il ruolo mitologico, si fa addestrare all’azione, e porta nel mondo la scoperta di un artista-scienziato dei primi anni duemila, un certo Frankenstein, che nella sua caverna aveva scoperto la formula per cui la materia inanimata poteva ritornare in vita; con un semplice fiore, una rosa, ora Sileno può decostruire, con “attentati terrorartistici”, l’ordine dei secondi giorni, e dalla cenere e dai resti dell’operazione, egli può ridare vita, rigenerare l’uomo e una nuova possibilità. La sua missione si diffonde per il mondo, raccoglie discepoli e sempre più successi, e raggiunge la preoccupazione di chi rappresenta il Potere che controlla le masse future, incarnato dalla figura di un Imperatore. Sotto le mentite spoglie di un ottimismo civile ed artistico, con il metodo della creazione di paure e nemici, il “Capo” dei secondi giorni, che si fa chiamare Socrate II, predica alle masse la difesa del bene contro il male, del giusto contro l’ingiusto, della libertà contro la schiavitù. Il tutto a tutti i costi possibili, proponendo una democrazia apparente e rappresentativa dove tutto è legittimato dall’approvazione di masse sotto messe, imbambolate, di spettatori passivi che non si rendono conto dell’inganno della loro esistenza, del loro ruolo: l’insensibilità, la guerra, la violenza, il controllo, lo sfruttamento e l’abuso dei pochi sui molti, le divisioni, sono normali e necessarie conseguenze di difesa della civiltà costituita da duemila e seicento anni. Ma siamo giunti agli “ultimi giorni secondi”, predica Nietzsche a Sileno. Inevitabilmente allora il film si chiude con lo scontro fra le due saggezze e visioni di vita, in una scena finale dove male e bene, giusto ed ingiusto, libertà e schiavitù, attore e spettatore, si con-fondono e dove tutto e tutti rientrano indistinti e diversi, per la possibile vittoria e l’avvento de “Il Terzo Giorno”.
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